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Un appuntamento imperdibile per il Rotary Club Foggia, quello con i giovani ospiti delle comunità famiglia dell'Istituto Pie Operaie di San Giuseppe.

Ragazzi che vanno e vengono o che restano anni e anni della loro infanzia e giovinezza, ospiti delle amorevoli cure delle Suore perché, purtroppo, le loro famiglie non possono o non vogliono occuparsene. 

Una tradizione consolidata negli anni che ha visto il nostro Club presente alla Befana con i doni personalizzati, a Pasqua per la cena e la consegna delle tradizionali uova, e in più periodi dell'anno, coinvolto nell'organizzazione di spettacoli di prestidigitazione e fantasisti per la gioia dei piccoli ma anche dei grandi e per trascorrere lieti momenti in compagnia. 

Il loro più grande desiderio è uscire senza l'accompagnamento delle suore, si comprende, sono adolescenti e perciò li abbiamo invitati ad una serata in pizzeria con noi, a teatro più volte e abbiamo anche altri progetti. 

Nel periodo del Covid la tradizione si era interrotta, naturalmente le restrizioni impedivano un andirivieni dall'Istituto ma non è mancato il supporto del Club con i buoni spesa e i nostri pensieri per i ragazzi. 

Abbiamo coinvolto i nostri ragazzi dei Club Interact che un mese fa hanno raccolto viveri e prodotti sanitari per loro e stanno organizzando un service loro dedicato. 

Ma questi bambini e giovani hanno bisogno soprattutto della nostra presenza, del nostro tempo e del nostro affetto, perciò, la cena annuale, tutti insieme, rimane un momento straordinario. 

Giovedì 14 marzo eravamo in tantissimi soci, con il Presidente Giancarlo Ciuffreda e sua moglie Mariana e la Presidente dell'Interact Foggia De Sanctis Chiara Cenodemaj, accolti dalla Madre Superiora Sr Emanuela (insignita di una PHF dieci anni orsono per la sua opera meritoria) e la Madre Marta, Superiora Generale della Congregazione e da tutte le suore che con more e attenzione operano nell'Istituto e con le quali oramai abbiamo un rapporto di vera amicizia. 

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Il cibo è un pretesto per mescolarci, rotariani, bambini, giovani e suore...qualche socio ha portato il proprio figlio, i ragazzi integrati tra loro e con noi, molti studenti all'Istituto alberghiero hanno gareggiato nel mostrarci le loro competenze nel servizio di sala, come sommelier e come perfetti padroni di casa.

E, tra un piatto e l'altro, il cibo come ristoro dell'anima e nutriente dello spirito, scorrevano i racconti, le storie, le passioni e le speranze...come quella bambina pakistana che ha candidamente raccontato ai suoi commensali che per  raggiungere l'Italia con i suoi genitori e i suoi quattro fratelli hanno attraversato dieci Paesi...sempre a piedi! e c'è il racconto del ragazzino che da anni vive qui e lo abbiamo ritrovato cresciuto...e i piccoli protetti in modo affettuoso dai più grandi o la bambina down che quando siamo andati via è scoppiata a piangere, vedendo la sala svuotarsi. 

E poi c'è lei, la chiamerò Lucia (nome di fantasia) ormai di 25 anni, l'abbiamo conosciuta che ne aveva 15 e frequentava la scuola superiore e quando ha terminato gli studi non ha voluto abbandonare le suore ed è rimasta a lavorare per loro, pur vivendo ormai da sola. Ci ha tenuto a presentarmi il suo fidanzato e a raccontarmi delle compagne di allora, Maria (altro nome di fantasia) che dopo il liceo classico si è laureata e ora lavora ed altre che hanno intrapreso una strada di successo e di vita serena. 

e quando ricorda dei bei momenti trascorsi insieme, le si illuminano gli occhi e tu senti che non hai speso il tuo tempo e la tua vita invano anche se, di fronte a tanto amore, ti senti piccolissimo. 

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Se dovessimo riassumere in poche parole cos'è il Rotary...ecco cosa racconterei.

Il Rotary è anche questo. 

Antonella Quarato 

 

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