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Pubblicato: 22 Aprile 2026

Un pomeriggio di riflessione alta, partecipata e attuale, capace di coniugare storia, comunicazione, innovazione tecnologica e identità rotariana. Si è svolto ieri, nella prestigiosa Sala del Tribunale di Palazzo Dogana, con il patrocinio della Provincia di Foggia, l’incontro interclub dal titolo “Innovazione e continuità, da Gutenberg a Jobs e Musk”, promosso dai nove Rotary Club delle zone 4 e 5 del Distretto 2120 del Rotary International.
A organizzare l’iniziativa sono stati, per la zona 4, i RC Foggia, RC Foggia Umberto Giordano, RC Foggia Capitanata e RC Cerignola e Reali Siti; per la zona 5, i RC San Severo, RC San Giovanni Rotondo, RC Manfredonia, RC Lucera e RC Gargano. Un momento condiviso che ha testimoniato, ancora una volta, la capacità del Rotary di fare rete sui territori, mettendo in comune idee, competenze e visione.
Ad aprire l’incontro è stato il prefetto del RC Foggia, Domenico Di Bari, che ha rivolto i saluti e i ringraziamenti alle autorità rotariane presenti: gli assistenti del governatore per la zona 4, Renato Clemente Martino, e per la zona 5, Michele Piacquadio, il PDG Nicola Maria Auciello, i presidenti dei club intervenuti e, in modo particolare, i relatori della serata, Livio Paradiso e Nicola Marco Abbate, entrambi del RC Bari Mediterraneo.

A nome di tutti i club promotori, la presidente del RC Foggia, Elvira Prencipe, ha espresso soddisfazione per la significativa partecipazione e, soprattutto, per il valore simbolico e operativo di un incontro nato dalla sinergia tra club di due zone diverse, a conferma della coesione e della solidità della rete rotariana sul territorio.
Ha salutato anche i numerosi studenti intervenuti.
Il primo intervento è stato affidato a Livio Paradiso, introdotto da un breve e brillante profilo biografico, che ha condotto il pubblico in un affascinante itinerario attraverso l’evoluzione della comunicazione e della tecnologia. Partendo da Johannes Gutenberg e dalla stampa della Bibbia a Magonza, Paradiso ha ricostruito con chiarezza ed efficacia il lungo cammino che ha portato l’umanità dall’invenzione della stampa all’era dell’informazione, attraversando la rivoluzione industriale e la stagione del positivismo, segnata dal paradigma secondo cui tecnologia e progresso sembravano coincidere.
In parallelo, il relatore ha intrecciato a questo percorso la storia del Rotary: dalla fondazione alle vicende del primo Novecento, dal periodo antecedente alla guerra agli anni del fascismo e della sospensione dei club, fino alla ripresa dell’esperienza rotariana in Italia nel secondo dopoguerra. Ne è emerso un racconto colto e coinvolgente, arricchito da episodi e curiosità, anche sul rapporto con il mondo ecclesiale e con autorevoli esponenti della vita pubblica nazionale. Un passaggio particolarmente apprezzato è stato quello dedicato allo stile comunicativo del Rotary, descritto come uno stile elegante, misurato, inclusivo e tollerante, profondamente coerente con i valori dell’etica rotariana.
Paradiso ha voluto infine richiamare la figura di Alfonso Forte, ricordandone l’impegno e la testimonianza. Non un richiamo formale, ma il recupero di una memoria viva della comunicazione rotariana: Forte è infatti ricordato pubblicamente nel Distretto 2120 come una delle figure più autorevoli e appassionate della sua storia, già presidente del RC Bari, segretario distrettuale e per anni riferimento editoriale della rivista distrettuale, autentico interprete di un modo di comunicare il Rotary fondato su passione, stile e profondità culturale. Livio Paradiso ne ha ricordato l’intensa e proficua collaborazione.

La seconda relazione, affidata a Nicola Marco Abbate, è stata introdotta dalla lettura del suo ricco curriculum professionale e rotariano, che ne ha messo in evidenza competenze, esperienza, visione culturale e impegno associativo.
Abbate ha quindi spostato il focus sul presente e sul futuro, offrendo una lettura dinamica e stimolante dell’impatto della tecnologia nella storia dell’uomo. Il relatore ha insistito su un punto chiave: i grandi cambiamenti non nascono semplicemente dalle macchine, ma dalle idee. In questa prospettiva ha proposto due figure emblematiche del nostro tempo, Steve Jobs ed Elon Musk.
Di Jobs, Abbate ha sottolineato la capacità rivoluzionaria di concentrare il mondo nel gesto semplice di una mano, trasformando la relazione dell’uomo con la tecnologia e con la comunicazione. Di Musk ha invece evidenziato la tensione visionaria verso il superamento dei confini terrestri, l’idea di un’umanità proiettata oltre il pianeta, in una dimensione in cui il futuro non è più soltanto immaginato ma progettato.
Da qui la domanda provocatoria rivolta al pubblico e, idealmente, al Rotary stesso: che cosa vuole diventare il Rotary nel futuro dell’uomo? La risposta suggerita dal relatore è stata netta: nel segno della continuità restano i valori, ma l’evoluzione tecnologica non può essere ignorata. Il mondo cambia rapidamente, mentre ciò che deve rimanere saldo è lo spirito del service.
Molto incisivo il passaggio rivolto ai numerosi giovani presenti, in particolare agli studenti dei licei. Nicola Abbate ha ricordato che personalità come Jobs e Musk non hanno premiato i titoli in quanto tali, ma il talento, la capacità, l’intuizione, la visione. Un messaggio forte, affidato alle nuove generazioni: non si studia per il voto, per il titolo o per compiacere gli altri, ma per costruire sé stessi. Perché ciò che sarà davvero richiesto nel futuro sarà il talento, non la sola certificazione formale.
Suggestiva anche la riflessione sul rapporto tra errore, ambiente e responsabilità: se sulla Terra l’errore è ancora in qualche misura tollerabile, in un contesto ostile come Marte non lo sarà. Da qui l’idea che, se Marte rappresenta il futuro, l’intelligenza artificiale rappresenta già il presente. Su questo punto il relatore si è soffermato con particolare attenzione, analizzando le possibili applicazioni dell’IA anche alla comunicazione rotariana e sottolineando l’importanza di costruire dati, linguaggi e strumenti che possano alimentare una piattaforma sempre più consapevole, identitaria e specificamente rotariana.

Numerosi gli interventi dal pubblico che hanno ulteriormente arricchito il confronto. Tra questi, quelli di Antonella Quarato, Luciano Magaldi e Luigi Miranda, a conferma di una partecipazione attenta e interessata.

Le conclusioni sono state affidate agli assistenti del governatore Renato Clemente Martino e Michele Piacquadio, che hanno espresso apprezzamento per la qualità dell’incontro, sottolineando il valore del parallelismo tracciato tra sviluppo tecnologico e crescita del Rotary, ma anche il significato della collaborazione tra club che, pur avviandosi verso la conclusione dell’anno di servizio, continuano a operare in modo unito, concorde e progettuale.

L’incontro di Foggia ha così consegnato ai presenti un messaggio chiaro: l’innovazione ha senso solo se non smarrisce i valori, e la continuità è feconda solo se sa aprirsi al cambiamento. Da Gutenberg a Jobs e Musk, il filo che unisce il cammino dell’uomo resta la capacità di trasformare il sapere in responsabilità, il progresso in servizio, il futuro in occasione di crescita condivisa.
Antonella Quarato Michele Chiariello
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